Creato da pastuweb.com
Share My Page
My Social Accounts
Account FaceBook Account LinkedIn Account Twitter Account Google Plus Account Git Hub

settori ciclici sono quelli il cui andamento è fortemente influenzato dal ciclo economico.

In fase di rallentamento/recessione generalmente sottoperformano (rispetto l'indice), mentre in fase di ripresa/espansione  sovraperformano.

Settori ciclici:

  • Auto;
  • Beni di lusso;
  • Beni e servizi per l'industria;
  • Chimici;
  • Distribuzione;
  • Edili;
  • Finanziari (Bancari e Assicurativi);
  • Materiali di base;
  • Tecnologici;
  • Viaggi e tempo libero.

settori anticiclici (detti anche ‘difensivi'): sono quelli meno influenzati dal ciclo economico poiché offrono beni/servizi ritenuti indispensabili.

Di conseguenza sono settori che sottoperformano (rispetto l'indice) nelle fasi di ripresa/espansione, mentre  in fase di rallentamento/recessione sovraperformano.

Settori anticiclici:

  • Alimentari;
  • Farmaceutici;
  • Media;
  • Petroliferi;
  • Telecomunicazioni;
  • Utility (imprese di pubblica utilità, acqua gas, elettricità).

Nel momento in cui un investitore vuole posizionarsi sul mercato azionario in una situazione economica difficile, è preferibile lo faccia evitando i settori più esposti alla congiuntura economica (ciclici) a favore di quelli anticiclici.

Al contrario, in presenza di prospettive positive sull'andamento economico, può risultare utile sovraesporsi sui titoli ciclici.

Rialzi di un listino azionario favorite più dai settori anticiclici che da quelli ciclici suggeriscono prudenza.

Non bisogna commettere l'errore di pensare che se salgono i titoli ciclici scendono quelli anticiclici perché entrambi sono direttamente correlati al ciclo economico; la distinzione sussiste nel fatto che i titoli ciclici amplificano i propri movimenti nel bene (ripresa/espansione) e nel male (rallentamento/recessione);

All'interno della stessa categoria (ciclici e anticiclici) i singoli settori si comportano in misura diversa; per esempio, i beni di lusso, pur essendo ciclici si difendono bene nelle fasi di rallentamento/recessione ed i petroliferi, pur essendo un bene indispensabile, risentono fortemente delle crisi economiche.

Su Morningstar.it i settori sono aggregati in modo leggermente diverso:

  • MORNING_CICLICI = "AUTO;CHIMICI"; 
  • MORNING_DIFENSIVI = "ALIMENTARE;MEDIA"; 
  • MORNING_INDUSTRIALI = "INDUSTRIALE"; 
  • MORNING_ENERGIA = "ENERGIA";
  • MORNING_FINANZA = "FINANZIARIO;BANCARIO;ASSICURATIVO"; 
  • MORNING_IMMOBILIARE = "COSTRUZIONI"; 
  • MORNING_MATERIA_PRIME = "RISORSE_BASE"; 
  • MORNING_SALUTE = "CURA_PERSONA"; 
  • MORNING_COMUNICAZIONE = "TELECOMUNICAZIONI"; 
  • MORNING_UTILITA = "UTILITIES"; 
  • MORNING_TECNOLOGIA = "TECNOLOGIA"; 
 
Correlazioni tra singoli settori:
Correlazione tra Settori
 

Quando due titoli ottengono gli stessi risultati essi avranno una correlazione uguale a +100%.

Invece quando due titoli fanno l'esatto contrario avranno una correlazione uguale a -100%.

 

Ogni settore ha una correlazione del +100% con se stesso. Al contrario può avere livelli di correlazione anche molto bassi con ciascuno degli altri settori.

 

Es: Tecnologia X Risorse di Base

la correlazione scende a 19,75 => sono settori non molto correlati tra loro, anzi quasi per niente.

Se si costruisse un portafoglio con solo questi due settori, il rischio non è uguale alla media delle loro volatilità perchè da essa si dovrebbe sottrarre l'effetto correlazione.

Quando la correlazione è uguale a 100% non si verifica alcun beneficio in termini di riduzione del rischio. Negli altri casi, fino a quello opposto del -100%(scorrelazione), la riduzione c'è e può essere molto importante.

 

Volatilità e correlazione sono strettamente correlate. Ci sono ma non si percepiscono direttamente e diventano tanto più nocive quando sono più alte.