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La finanza è il mercato dei soldi.

 
La finanza dovrebbe rappresentare il luogo di incontro tra chi ha il denaro e chi ne ha bisogno.
Storicamente le banche si occupano SOLO di raccogliere il risparmio delle persone e delle famiglie per erogare prestiti e dare credito alle imprese, a chi necessita di un mutuo per acquistare casa, guadagnando solo dagli interessi dei prestiti e mutui. Adesso fa questo e tutt'altro.
 
Le imprese, oggi, possono finanziarsi (trovare denaro), oltre che tramite i canali bancari, emettendo azioni e obbligazioni, così come fanno i governi emettendo titoli di Stato (in Italia: BOT, BTP, CCT). Gli investitori (piccoli e grandi) possono scegliere quello che gli conviene di più.
La finanza nasce quindi come uno strumento al servizio delle attività umane.
La finanza mette a disposizione dei mezzi per reperire i capitali necessari, principalmente tramite i canali bancari (prestiti) o le borse (azioni e obbligazioni).
 

Denaro e Moneta NON SONO LA STESSA COSA.

La Moneta è il circolante emesso da uno Stato in un dato periodo.
Il Denaro è il circolante accettato da un mercato.
 

Azioni e Obbligazioni

Credito bancario e obbligazioni sono strumenti di debito. 
Se vado in banca a chiedere un prestito, dovrò restituire questi soldi con un certo tasso di interesse. In maniera analoga le imprese, invece di andare in banca, possono emettere delle obbligazioni.
Le obbligazioni sono dei contratti che obbligano l'emittente (cioè l'impresa) a restituire un prestito con un certo interesse.
 
Per un'impresa è uguale chiedere un prestito in banca al 4% di interesse o emettere un'obbligazione con un rendimento offerto del 4%. In un caso la controparte sarà la banca, nel secondo l'insieme di investitori che decidono di acquistare le obbligazioni, e quindi nel loro caso di fare un investimento.
 
Le azioni sono invece il capitale sociale dell'impresa. Se compro un azione divento proprietario di una quota di questa impresa.
Comprare azioni può portare a profitti più alti delle obbligazioni MA è anche più rischioso. Il capitale azionario che uno ha è chiamato "capitale di rischio". Avere delle azioni quindi essere azionisti significa essere co-proprietari.
Se un'impresa fallisce, gli azionisti in quanto proprietari sono gli ultimi a essere eventualmente rimborsati, prima di loro ci sono i lavoratori e i creditori. 
 

Come funzionano le borse?

Sulle borse valori ogni giorno si incontrano le imprese e gli Stati che emettono i loro titoli e gli investitori che vogliono acquistarli (quindi investire). Di solito le imprese e gli Stati non vanno direttamente a cercare gli investitori, ma si affidano a banche di investimento e ad altre istituzioni finanziarie specializzate che curano il collocamento e emissione dei titoli. Questo è il mercato primario, perchè coinvolge direttamente gli emittenti dei titoli, vale a dire Stati e imprese, e la prima emissione di azioni e obbligazioni.
 
Un investitiore che ha acquistato un titolo può però volerlo rivendere in qualsiasi momento. In questo caso sarà quindi lui ad andare sul mercato in veste di offerente per cerca un investitore. Questo mercato dove si incontrano due investitori è detto mercato secondario.
 
La creazione delle borse ha permesso di aumentare la liquidità dei titoli finanziari. Un titolo ha una maggiore liquidità di un altro se è più semplice trovare in ogni instante una controparte disposta a compralo., quindi se è più facile da vendere.
 
Oggi le borse come luoghi fisici esistono ancora MA in pratica gli scambi di titoli avvengono in luoghi virtuali / telematici tramite i computer / server delle banche.
 
Le borse salgono e scendono. Quando si sente al telegiornale che "la borse ha guadagnato il 2%" o "la borsa ha perso il 2%", si intende dire che il valore di tutti i titoli scambiati alla borsa è sceso del 2% o che "le borse hanno bruciato il 2% del loro valore".
    Esempio:
        i risparmiatori che a inizio giornata avevano in mano un'azione che valeva 100 si ritrovano con qualcosa che vale 95.
Il valore deciso sulle borse vale per tutti i risparmiatori, indipendentemente dal fatto che decidano di vendere o meno.
Di solito sulle borse passano di mano 1% o 2% di azioni. Se però chi compra e vende quell'1 o 2% si accorda per un dato prezzo, quello è il valore di tutti i titoli, e anche di quelli che non sono stati scambiati ma che sono rimasti in mano agli stessi risparmiatori.
 
 
Interessi e Guadagno in conto capitale
Possono esserci due forme di profitto
  1. compro un obbligazione a 100, dopo un anno mi restituiscono 105, e guadagno il 5%.
    1. oppure compro un azione e spero che alla chiusura del bilancio annuale l'impresa realizzi dei profitti e distribuisca i dividendi sull'azione.
  2. compro un obbligazione / azione a 100 e spero che salga. Se dopo una settimana il valore dello stesso titolo (obbligazione / azione) è cresciuto a 101 posso rivenderlo immediatamente, senza aspettare il pagamento di interessi e dividendi. Ho realizzato un capital gainHo fatto una speculazioneHo guadagnato sull'oscillazione dei prezzi.
La speculazione equivale a "fare soldi dai soldi" per realizzare un profitto senza altra funzione o utilità.
Se un titolo è estremamente stabile e non subisce fluttuazioni, non c'è possibilità di speculare sul valore del titolo stesso. 
Se il titolo, per esempio è di una start-up, il suo valore può variare tantissimo, ovvero è volatile. Il suo valore può fluttuare molto da un giorno all'altro. Si tratta di un investimento rischioso ma che può portare a elevati profitti.
 

Rendimento e Rischio

Sui mercati finanziari sono presenti due obbligazioni A e B.
Entrambe sono vendute a 100 e rimborsate a 110 dopo un anno. Danno un rendimento del 10%.
A è più rischiosa di B, quindi B è più sicura. 
Ovviamente i risparmiatori compreranno B, visto che il rendimento è uguale.
  • Se c'è una forte richiesta di B, il suo valore tenderà a salire. Gli altri risparmiatori lo pagheranno 101, 102 e non più 100 come ho fatto io. Questo significa che il titolo è più sicuro a causa della forte domanda, il rimborso è sempre a 110 quindi il rendimento sarà più basso 9 o 8% per chi lo compra dopo di me.
  • Viceversa A perderà valore, quindi il rendimento salirà perchè il titolo sarà più rischioso rispetto a B. A scende a 98 sempre con rimborso a 110, il rendimento è del 12% per chi lo compra dopo di me.
    • Io che ho comprato quel titolo a 100 e vedo che scende a 98 cercherò di disfarmene per limitare le perdite nel caso in cui l'emittente non rispetti gli impegni presi.
    • Chi l'ho compra a 98 con rimborso a 110 e l'ho tiene per tutto l'anno potrebbe magari avere un rendimento del 12% (è rischioso)
Questo esempio fa capire che c'è sempre un equilibrio tra rendimento e rischioSe sale il rendimento sale anche il rischio e il valore / prezzo scende.
 
piccola nota:
se IO piccolo investitore vedo che il prezzo / valore scende da 100 a 98, cercherò al più presto di venderlo per limitare le perdite PERO' dall'altra parte c'è un altro investitore che investe comprando questi titoli a 98 ---> C'E' QUALCOSA CHE NON VA'
---> il mercato finanziario NON E' TRASPARENTE, NON ABBIAMO TUTTI LE STESSE INFORMAZIONI
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