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Gli swap su tassi d'interesse (o "interest rate swap") sono diventati parte integrante del mercato del reddito fisso. Questi contratti derivati, che di norma consistono nello scambio (da cui il termine inglese "swap") di pagamenti d'interessi a tasso fisso con pagamenti d'interessi a tasso variabile, rappresentano uno strumento fondamentale per gli investitori, che li utilizzano con finalità speculative, di copertura e di gestione del rischio.
 
Uno swap su tassi d'interesse è un contratto tra due parti che prevede lo scambio di due flussi di pagamenti d'interessi in un determinato periodo di tempo. Gli swap sono contratti derivati negoziati over-the-counter.
 
Gli interest rate swap più comuni e più liquidi sono noti come "vanilla swap" e prevedono lo scambio di pagamenti a tasso fisso con pagamenti a tasso variabile basati sul LIBOR. Il LIBOR (London Inter-Bank Offered Rate) funge da benchmark per i tassi d'interesse variabili a breve termine ed è calcolato giornalmente. Anche se esistono altre tipologie di swap su tassi d'interesse, come quelli che prevedono lo scambio di tassi variabili, gli swap "plain vanilla" sono quelli di gran lunga più diffusi.
La parte che decide di ricevere un tasso fisso e di versare quello variabile viene definita "receiver" (o venditore), mentre la parte che riceve il tasso variabile a fronte di quello fisso è il "payer" (o acquirente). Sia il receiver che il payer sono definiti "controparti" dell'operazione di swap.
 
Esempio:
 
Le banche commerciali e d'investimento con rating elevati operano in veste di market maker degli swap, offrendo ai loro clienti flussi di cassa sia a tasso fisso che a tasso variabile. Le controparti di una tipica operazione di swap sono, da un lato, imprese, banche o investitori (clienti della banca) e, dall'altro, una banca commerciale o d'investimento. Dopo aver eseguito l'operazione, di norma la banca compensa lo swap tramite un "interdealer broker", trattenendo una commissione per la stipula dello swap iniziale. Se un'operazione di swap è di importo elevato, l'interdealer broker può decidere di venderla a diverse controparti, frazionando il rischio connesso allo swap. In questo modo le banche che offrono swap riducono ordinariamente il rischio, ossia l'esposizione ai tassi d'interesse, derivante da tali operazioni.
 
Nell'ambito di un'operazione di swap vengono scambiati solo i pagamenti d'interessi.
 
Sotto diversi aspetti, gli interest rate swap presentano analogie con altre operazioni finanziarie più note:
  • Scambio di prestiti. I primi swap su tassi d'interesse erano letteralmente uno scambio di prestiti e questo modello continua a fornire una rappresentazione intuitiva del funzionamento degli swap. Ipotizziamo che due parti abbiano contratto prestiti di pari valore, ma che uno sia al tasso fisso di mercato e l'altro a un tasso variabile collegato al LIBOR. Le due parti decidono di scambiare i propri prestiti, ossia di scambiare i tassi d'interesse. Dal momento che il capitale preso in prestito è il medesimo, non è necessario scambiarlo, basta  scambiare i flussi di cassa trimestrali. La parte che decide di versare il tasso variabile può richiedere il pagamento  di un premio o concedere uno sconto sul tasso inizialmente stabilito, a seconda di come sono cambiate le aspettative sui tassi d'interesse dalla data in cui è stato assunto il prestito. Il tasso fisso iniziale, maggiorato del premio o diminuito dello sconto, è l'equivalente di un tasso swap.
Gli swap su tassi d'interesse sono diventati uno strumento fondamentale per numerose tipologie d'investitori, nonché per i tesorieri delle imprese, i risk manager e le banche, in virtù dei loro molteplici utilizzi, tra i quali:
  • Gestione di portafoglio
  • Speculazione
  • Finanza aziendale
  • Gestione del rischio
In parole povere, un receiver (ossia la controparte che riceve il flusso di pagamenti a tasso fisso) trae profitto da una flessione dei tassi d'interesse, subendo invece una perdita in caso di aumento dei tassi. Viceversa, il payer (ovvero la controparte che corrisponde il tasso fisso) beneficia dell'incremento dei tassi d'interesse e viene penalizzato dalla flessione dei medesimi.
 
Al pari della maggior parte degli investimenti a reddito fisso non sovrani, gli interest-rate swap comportano due rischi principali: il rischio di tasso d'interesse e il rischio di credito, che nel mercato degli swap è definito rischio di controparte. Gli swap sono soggetti anche al rischio di credito della controparte, che consiste nell'eventualità che l'altra parte non onori gli obblighi previsti dal contratto. Sebbene questo rischio sia estremamente contenuto, poiché le banche  che scambiano prestiti al LIBOR e offrono interest rate swap hanno rating molto elevati, pari ad almeno AA.
 
In conclusione, il mercato degli interest rate swap è nato diversi decenni fa per consentire alle imprese di gestire i propri debiti e si è sviluppato fino a diventare uno dei mercati di strumenti derivati più utili e liquidi al mondo. I vanilla swap, la tipologia di swap più utilizzata, prevedono lo scambio di un tasso variabile basato sul LIBOR con un tasso d'interesse fisso e sono utilizzati nei mercati del reddito fisso con finalità speculative, di gestione del rischio e della duration e per assicurarsi determinati livelli dei tassi d'interesse.