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corrisponde ai depositi di moneta straniera controllati dalle banche centrali e dalle altre autorità monetarie che giacciono nei forzieri delle autorità competenti (BCE per l'Eurozona).

Queste riserve si compongono di diverse divise valutarie, soprattutto sono composte da euro e dollari, ma in misura minore anche da yen, sterline o franchi svizzeri. Le riserve valutarie internazionali si adoperano per dare appoggio ai passivi, per esempio, alla moneta locale emessa quando questa è a rischio di svalutazione. Esistono, inoltre, altri tipi di riserve, specialmente quelle formate dalle riserve di oro o di petrolio.

 

Le riserve valutarie sono depositi monetari di valuta straniera controllati e gestiti dalle banche centrali e dalle autorità competenti. Composte di differenti valute, le riserve vengono utilizzate principalmente come «mezzo di difesa» della valuta domestica. L'accumulo di valuta può essere in qualche modo considerato come una «prova di forza» da parte delle banche che utilizzano le proprie riserve per affermare la propria «forza» nel difendere l'economia che rappresentano, salvaguardando la propria valuta e attraendo investitori. Inoltre, le riserve delle banche centrali consentono di limitare il tasso di volatilità degli scambi in relazione alle riserve di cui le banche dispongono.

Sebbene il Dollaro Americano (USD) continui ad essere la valuta più «conservata» dalle riserve delle banche centrali, il suo prestigio in questo senso sembra perdere vigore a favore delle altre.