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VIX o Chicago Board Options Exchange Market Volatility Index.

è l'indice più noto e utilizzato per misurare la volatilità dei mercati, cioè il grado di oscillazione dei prezzi nel tempo. Il Vix è un paniere ponderato di opzioni(out of the money sia call che put su 30d), contratti derivati che danno a chi li acquista il diritto di comprare o vendere una certa azione ad un determinato prezzo ad una certa data. Il prezzo delle opzioni incorpora le aspettative del mercato sulla volatilità futura. Un diritto che si esercita in cambio di un "premio" che è il prezzo dell'opzione.

 

Se il mercato è stabile, il premio delle opzioni rimane "basso". Se i premi crescono significa che il mercato si attende forti oscillazioni per il futuro. L'indice Vix indica la "volatilità" implicita delle opzioni sull'indice S&P 500 con scadenza 30d (p.e. - prezzo di esercizio lontano, quindi opzioni poco liquide) e, di riflesso, di tutti i mercati finanziari. In pratica è la volatilità incorporata in uno strumento derivato.

I livelli ragionevoli sono tra i 10 e i 15 punti. Nelle ultime sedute (Agosto 2015) è stato in zona 35 fino allo sfondamento dei 50 durante il crollo cinese del 24-25 Agosto 2015.

Il Vix non è negoziabile, ma vi sono dei derivati e ETF che lo rendono tale, per esempio il Vix Futures. Sono strumenti, quelli con sottostante la liquidità, da maneggiare con cura e da non tenere nel portafoglio per troppo tempo. In assenza di volatilità il futures si deprezza e scarica la perdita di valore sulla ETF. Molti si focalizzano sul Vix Futures che sulla indice.

L'indice Vix è un termometro della "paura dei mercati".

Tutte le volte che ci sono stati dei forti scossoni l'indice ha registrato forti impennate. I massimi storici per il Vix sono stati toccati a ottobre 2008 a seguito del collasso della banca americana Lehman Brothers. Altre forti impennate si sono registrate con la crisi dei debiti sovrani dell'area euro e le tensioni sugli spread tra l'autunno del 2011 e l'estate del 2012. 

VIX su range massimo (a partire da Giugno 2015)

(in viola lo S&P 500 index)

(in arancione il FTSE MIB index)

VIX on max range

VIX su 5 anni (a partire da Giugno 2015)

(in viola lo S&P 500 index)

(in arancione il FTSE MIB index)

VIX 5 anni

VIX su 7 anni (a partire da Giugno 2015)

(in viola lo S&P 500 index)

(in arancione il FTSE MIB index)

VIX 2006 to 2013

 

Misura il rischio percepito dagli operatori, più è basso più si riduce il rischio sulle azioni degli indici di riferimento. Nel caso del VIX l'indice di riferimento è S&P500 (paniere azionario formato dalle 500 aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione). Essendo che l'economia americana è un forte market-mover a livello mondiale, si può affermare che di riflesso, misura il rischio azionario di TUTTI i mercati finanziari.

Obiettivo:

L'indice fornisce una stima delle aspettative espresse dal mercato sulla volatilità dell'indice sottostante, riferite al periodo tra il momento attuale e la scadenza delle opzioni, consentendo agli investitori di effettuare decisioni di risk management e trading meglio informate.

Di indici della paura ne esistono diversi, tutto dipende dalla velocità implicita ossia dallo scadere delle stesse opzioni che vengono considerate nel calcolo. Quindi di VIX ne esistono altre varianti sia short-term che long-term, quello a 30d è il più utilizzato.

In Italia esiste l'IVI misura la volatilità dell'indice FTSE MIB. Sono calcolate e diffuse le versioni (con dati annualizzati) a 30, 60, 90 e 180 giorni. La volatilità attesa è calcolata partendo dai prezzi delle opzioni out­of­the money disponibili sull'IDEM, che incorporano le previsioni sull'evoluzione futura della volatilità.

IVI Volatilità implicita

 

IVI Correlazione

Un mercato caratterizzato da un movimento verticale contempla un'alta volatilità, mentre un mercato caratterizzato da un movimento orizzontale presuppone una bassa volatilità.

Crisi Finanziarie e Economiche Mondiali

Luglio-Agosto 1990: crisi giapponese, scaninvia, scambi valutari europei (ingenti perdite nei paesi avanzati e meno negli emergenti)

Gennanio-Marzo 1994: crisi messicana

Settembre 1997: crisi asiatica (Thailandia, Indonesia, Corea del Sud)

Luglio-Agosto 1998: crisi Russia

Settembre-Novembre 2000: crisi new economy

Settembre 2001: crisi argentina, torri gemelle

Giugno-Settembre 2002: crisi Uruguay

Luglio 2007: crisi sub-prime, bolla immobiliare USA

Settembre-Novembre 2008: fallimento banche USA, (Lehman Brothers)

Aprile-Maggio 2010: crisi Grecia (27/04/2010 S6P declassa per la seconda volta a distanza di pochi mesi la Grecia, portandola a BB+) questo ha fatto crscere dubbi sull'unione monetaria europea, gli indici europei e di riflesso molti altri crollarono), crisi dei debiti sorani

Giugno-Settembre 2011: crisi dei debiti sovrani

Ottobre-Dicembre 2014: deflazione Europea

Più o meno in tutti questi periodi la volatilità è andata alle stelle producendo spike (candela che ha un'ampiezza notevole rispetto al solito. In genere lo spike si caratterizza anche per la presenza di una lunga coda). 

Si prenda per esempio il periodo Settembre-Novembre 2008 = fallimento Lehman:

vix sett nov 2008

 

Questo cosa significa?....che c'è stata una vendita massiccia del sottostante azionario dell'indice  ma non di tutti i settori (a causa proprio del forte rischio rappresentato dalle azioni societarie) e i capitali sono stati spostati su beni rifugio (ORO per lo più - di colore GIALLO l'ETF SPDR Gold Shares (GLD)).

VIX vs gold and bund