Creato da pastuweb.com
Share My Page
My Social Accounts
Account FaceBook Account LinkedIn Account Twitter Account Google Plus Account Git Hub

I fondi comuni sono uno strumento di investimento molto semplice dal punto di vista operativo. Il risparmiatore deve solo comunicare alla propria banca, quale fondo intende sottoscrivere o vendere e per quale importo.

I Fondi permettono al risparmiatore di usufruire di investimenti finanziari che gli sarebbero normalmente preclusi (es: compra-evendita di azioni e obbligazioni) Risulta fondamentale per il risparmiatore/investitore considerare attentamente i tempi di ingresso e uscita dai fondi dei vari settori. Questo vale anche per qualsiasi altro investimento finanziario: ETF,a zioni, obbligazioni, CW, etc.

Un Fondo Comune d'Investimento mobiliare è un'organizzazione di investimento collettivo del risparmio (OICR); l'obiettivo è quello di effettuare investimenti nei vari strumenti finanziari, quali obbligazioni o azioni, ai minori costi, in maniera diversificata e nel modo più redditizio possibile.

Ogni fondo è gestito da un soggetto autorizzato dalla legge, ossia da una società di gestione del risparmio (SGR) il cui patrimonio rimane distinto da quello del fondo.

Il valore delle quote dei fondi comuni viene pubblicato giornalmente sui principali quotidiani. La quota pubblicata è però, in realtà, quella conseguita dal fondo due giorni lavorativi prima. Se si vuole conoscere il valore delle quote del giorno lavorativo immediatamente precedente è invece possibile attraverso il sito web della stessa SGR o dal sito MorinigStar.it

Un Fondo si dice APERTO quando il sottoscrittore vi può entrare e uscire a propria discrezione.

Le società di capitale variabile (SICAV) hanno un funzionamento molto simile ai Fondi Comuni. Esse si distinguono giuridicamente da questi ultimi per il fatto che il sottoscrittore acquisisce direttamente le azioni di capitale societario - anzichè le quote di una cassa comune - divenendone pertanto azionista a tutti gli effetti.

I Fondi  e le SICAV ARMONIZZATI di diritto italiano ed estero sono così definiti perchè osservano le disposizioni comunitarie UE; queste impongono parametri di investimento e diversificazione volti a limitare i rischi e a proteggere i sottoscrittori.

I Fondi Armonizzati sono inoltre tenuti ad indicare nel prospetto informativo il proprio benchmark di riferimento, ossia l'indice (o più indici ) elaborato da terzi, tramite il quale può venire confrontata e valutata la performance del fondo.

Sono NON ARMONIZZATI i Fondi Speculativi (Hedge Funds) ei Fondi di Fondi.

L'investire in un Fondo Comune NON ASSICURA all'investitore nessun rendimento garantito o che possa essere prestabilito.

Categorie principali:

  • fondi liquidità: non possono investire in azioni e la scadenza delle obbligazioni gestite non può essere superiore ai sei mesi.
  • fondi obbligazionari: non possono investire in azioni
  • fondi obbligazionari misti: possono investire in azioni fino al 20% del portafoglio
  • fondi bilanciati obbligazionari: azioni comprese fra il 10% e il 50% del portafolgio
  • fondi bilanciati: azioni comprese fra il 30% e il 70% del portafoglio
  • fondi bilanciati azionari: azioni comprese fra il 50% e il 90% del portafoglio
  • fondi azionari: devono investire in azioni almeno il 70% del proprio portafoglio
  • fondi flessibili: il gestore può utilizzare in una percentuale del portafoglio variabile a proprio giudizio sia obbligazioni, sia azioni.
  • fondi di fondi: costituiti cioè da un paniere di fondi

Queste categorie poi si possono ripartire a loro volta in sottocategorie in funzione dell'area geografica, del settore economico e delle valute prevalenti.

I Fondi Comuni sono strumenti finanziari ATTIVI. E' compito del gestore del fondo operare sul mercato al meglio, in modo da ottimizzare i risultati a maggior beneficio dei sottoscrittori. Sono diversi dagli ETF, strumenti passivi che replicano un benchmark. Infine e' compito del sottoscrittore cercare di selezionare i fondi potenzialmente più fruttuosi.

Sui Fondi si può operare in acquisto (sottoscrizione), vendita (rimborso) o switch (passaggio da un fondo ad un altro gestito dalla stessa società del fondo di partenza).

Costi

Gravano una serie di costi (provvigioni di gestione, spese banca depositaria, oneri finanziari, commissioni raccolta ordini, etc). Questi oneri possono assorbire in un anno dal 1% al 4% e più del capitale investito. 

I costi sono variabili e dipendono anceh dalla SGR.

I costi sono più bassi per la categoria "liquidità" e salgono man mano che si va verso fondi totalmente azionari.

Tutti i costi sopra elencati sono integrati all'interno del valore della quota. Quindi le quote dei Fondi sono già al netto dei costi e spese di gestione a carico del fondo.

In tali quote non sono ivnece considerate le eventuali commissioni di sottoscrizione (di ingresso o acquisto) di rimborso (di uscita o vendita) e di switch, che parecchi Fondi prevedono a carico dell'investitore.

I Fondi che non prevedono simili commissioni vengono definiti "no load" e in genere su ogni operazione addebitano soltanto un "diritto fisso variabile" cha va da pochi euro ad alcune decine di euro. Vi sono anche fondi che prevedono costi di performance al conseguimento di determinati risultati positivi.

==> consultare bene i PROSPETTI INFORMATIVI e confrontarli con quelli di altri Fondi.

Operatività

Le quote di un fondo possono essere acquistate in un'unica soluzione, in più occasioni non stabilite a priori oppure secondo una piano programmato di investimento detto PAC (Piano di Accumulo Capitale). Ciascun fondo prevede importi minimi di capitale da versare, sia per la sottoscrizione in unica soluzione sia per i PAC.

Su ogni operazione di ingresso o uscita dal fondo, le quote interessate vengono valorizzate in base alla data di valuta stabilita dal regolamento del fondo. Tale data è successiva di uno o più giorni rispetto al giorno in cui l'operazione viene richiesta dall'investitiore. Il numero di giorni intercorrenti tra la richeista di quest'ultimo e l'effettiva valorizzazione varia secondo la società di gestione. Ciò significa che la quota a cui l'operazione verrà regolata potrà risultare per l'investitore peggiorativa o migliorativa, in confronto a quella in essere nel giorno della richiesta dell'operazione. Diverso nel caso di ETF e Azioniin cui l'operazione viene regolata subito o al raggiungimento di un certo Price Ask.

Il valore della quota è UNICO. Non esiste un Bid Price e Ask Price come per le azioni, obbligazioni, ETF. Se si investe in Fondi, si acquista/vende ad un unico specifico valore.

Rischi

L'investimento in un fondo comune non è esente da rischi.

Il valore della quota di un fondo oscilla ogni giorno (la volatilità è molto simile a quella degli ETF e inferiore a quella delle singole azioni), anche in senso negativo, in funzione dell'andamento del mercato di riferimento, si esso di natura azionaria, obbligazionaria o valutaria.

Le variazioni di valore, in più o in meno, potranno essere abitualmente più rapide e consistenti in presenza di un fondo azionario e inferiori in presenza di uno obbligazionario. In più in alcuni è presente anche il rischio di cambio se i titoli sono in valuta diversa. Quindi fare le giuste valutazioni. Bisogna passare dal rischio puro al rischio calcolato; quindi seguire i punti di riferimento, gli indicatori, le regole sulla diversificazione e studiare i grafici con periodo di anni e scala settimanale/mensile.

PAC

Una possibile opzione per smorzare il rischio di ingresso nel fondo in un periodo poco propizio è data dai cosiddetti PAC (Piano di Accumulo Capitale) che sono messi a disposizione di molti fondi. Tramite un PAC si trasferisce nel fondo un importo fisso di denaro. Ad esempio 200 o 500 o 1000 euro, con periodicità mensile o trimestrale o altra. In tal modo si distribuirà il rischio di acquisto a prezzo elevato su molte operazioni.

Ci saranno pertanto occasioni nel tempo in cui si acquisterà a prezzi molto convenienti, il che bilancerà le volte in cui il prezzo risulterà invece più alto.

Diversificazione

I Fondi investono in panieri di titoli, quindi di per sè sono già diversificati, proprio come gli ETF. Però si può diminuire il rischio ulteriormente investendo in più fondi diversi sia di tipologia che di area geografica. Quando un certo tipo di fondo andrà male (azionario) contemporaneamente ce ne sarà uno che andrà bene (obbligazionario) e viceversa.

Mediante la diversificazione di Fondi, il valore complessivo del capitale risulterà quindi meglio salvaguardato. La diversificazione riveste una funzione difensiva negli investimenti, è una sorta di assicurazione PERO' non garantisce che complessivamente si avranno guadagni.

E' essenziale diversificare MA la gestione degli investimenti deve essere dinamica, volta il più possibile a cogliere i periodi migliori di ciascuno dei Fondi che si utilizzano. 

Trattamento fiscale

Un risparmiatore privato che investe in Fondi Comuni in regime di risparmio amministrato, non deve fiscalmente fare nulla. I suoi guadagli da Fondi Comuni vengono infatti automaticamente assoggettati dall'intermediario(banca o altra società finanziaria) all'aliquota sostitutiva vigente e prevista dalla legge e non vanno inseriti nella dichiarazione annuale dei redditi.

La tassazione dei redditi di natura finanziaria (rendite finanziarie) è in generale stata innalzata al 26% a partire dal 1/07/2014 dal precedente 20%. Le cose cambiano su Fondi che investon in Titoli di Stato o Paesi in White List; in questo caso il 26% è solo sul 48,08% del reddito percepito, questo corrisponde ad un aliquota del 12,50% rispetto al 100% del reddito percepito.

L'imposta sostitutiva viene calcolata ed applicata dall'intermediario ogniqualvolta il sottoscrittore di un Fondo Comune "realizza" con esso un reddito di capitale, ossia quando percepisce da esso:

  • un'eventuale cedola periodica,
  • effettua il riscatto totale o parziale delle quote possedute,
  • dispone lo switch di quote da un fondo ad un altro della stessa SGR

I valori delle quote dei Fondin Comuni pubblicate giornalmente sui quotidinai sono al lordo dell'imposizione fiscale.

In più, I Fondi Comuni come anche altri strumenti finanziari che si hanno in portafoglio concorrono alla determinazione dell'imposta di bollo proporzionale, che è in pratica un'imposta di natura patrimoniale in vigore dal 1/01/2012. E' un'imposta di bollo gravante su tutti i tipi di investimento finanziario, esenti soltanto i buoni postali fruttiferi il cui valore di rimborso sia complessivamente inferiore a 5000€.

Detta imposta di bollo è dal 2014 pari al 2 per mille (0,2%) su base annuale, del valore di mercato dei propri investimenti finanziari alla data del rediconto periodicamente inviato dagli intermediari finanziari (banche) ai loro clienti