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Finanza News

BTpil - Sole24Ore 8 Agosto 2015

Il BTpil potrebbe diventare il primo titolo di Stato "di scopo", mirato al finanziamento della crescita. Il Tesoro potrebbe garantire ai sottoscrittori del BTpil di utilizzare l'intera raccolta, o parte di essa, per finanziare gli investimenti produttivi e stimolare la crescita economica e l'occupazione: non per coprire la spesa corrente. Un titolo di Stato con cedola ancorata all'andamento del Pil crea una nuova categoria di strumenti d'investimento e colma un vuoto: è un ibrido, un prodotto finanziario a metà strada tra il bond e l'equity. Il contesto è quello di un'inflazione ostinatamente bassa e rendimenti dei titoli di Stato schiacciati dal quantitative easing nei principali Paesi industrializzati ed economie mature, Italia compresa, e con Pil in ripresa. 
Questa strada è stata già intrapresa dalle banche centrali, in particolar modo dalla Bank of England e dalle più recenti TLTRO, le operazioni di rifinanziamento a più lungo termine targeted della Bce, mirate ad aumentare il credito all'economia. Il Tesoro deve essere in grado di garantire agli investitori, soprattutto istituzionali, un buon livello di liquidità, ovvero un mercato secondario efficiente per consentire il disinvestimento dal titolo senza penalizzazioni, con un adeguato differenziale tra il prezzo in denaro e in lettera. Il BTpil potrebbe avere un rivale nel BTp indicizzato all'inflazione, ma possono diventare complementari:

gli investitori acquistano i titoli con cedole agganciate all'inflazione anche perché è un modo per puntare sulla crescita: quando il Pil sale, e l'economia tira, anche l'inflazione solitamente riprende a crescere. Gli investitori del "fixed income" non riescono a trarre beneficio dal rally borsistico, ma potrebbero farlo in parte con un titolo di Stato indicizzato al Pil nominale (che incorpora l'inflazione), non al Pil reale.

L'idea è semplice. Lo Stato paga una cedola maggiore quando la crescita è più alta di una soglia prestabilita nel contratto, minore quando la crescita è più bassa. Lo Stato quindi, emettendo il Pil-linked, si assicura contro il rischio che la crescita non decolli, pagando meno interessi sul debito.  

Come potrebbe funzionare il BTpil, titolo di Stato con cedola indicizzata all'andamento del Pil nominale

Quali sono i vantaggi del titolo di Stato indicizzato al Pil?
Questo titolo aiuta a stabilizzare il debito/Pil, a mantenerlo dentro un range più stretto, rispetto al bond di tipo "plain vanilla" a cedola fissa o variabile ma senza indicizzazioni. Inoltre consente allo Stato di finanziarsi anche tramite il collocamento di un titolo ibrido che replica l'azione. La grande differenza tra uno Stato e un'azienda sta nel fatto che lo Stato non può emettere titoli azionari.

Il Pil-indexed bond può avere un impatto benefico oppure negativo sulle politiche fiscali?
Lo Stato che lo emette può permettersi un avanzo primario minore in caso di bassa crescita. Questo titolo dovrebbe consentire a un Paese che entra in recessione o con crescita
fiacca di evitare di dover tirare la cinghia e adottare politiche fiscali restrittive pur di mantenere intatta la credibilità sui mercati e la fiducia degli investitori. 

Come è possibile attirare l'interesse degli investitori per questo nuovo titolo? 
Il Tesoro può emettere un titolo di Stato con cedola minima garantita e agganciato al Pil reale oppure può indicizzare il bond al Pil nominale, che incorpora già la copertura contro il rialzo dell'inflazione per il sottoscrittore.

Cosa può ostacolare l'emissione del titolo indicizzato al Pil?
Un nuovo titolo per avere successo deve raggiungere una massa critica di investitori intenzionati a comprarlo. La standardizzazione dello strumento è altrettanto fondamentale per far decollare un nuovo mercato su solide basi. 

Esistono casi concreti di emissioni di titoli di Stato indicizzati al Pil? 
Il Messico per esempio ha collocato diverse emissioni di bond indicizzate ai prezzi del petrolio (collegare il rendimento di un bond all'andamento delle materie prime è considerato come un passo nella direzione dell'indicizzazione al Pil). 

  • Indicizzare il debito pubblico all'andamento del Pil, con titoli di Stato ancorati alla crescita, consente ai governi di assorbire gli shock provocati dalla recessione, allenta la necessità di tagliare eccessivamente la spesa pubblica per tenere in ordine i conti pubblici durante il rallentamento dell'economia. Blocca sul nascere la spirale dell'austerità, quella che la Grecia denuncia come moltiplicatore dei suoi problemi.
  • Il bond indicizzato al Pil dunque risulta particolarmente appropriato per i Paesi dell'area dell'euro con economie che stentano a crescere.
  • Sotto un profilo strettamente tecnico, tuttavia, gli investitori potenziali acquirenti di BTpil richiederanno un premio più elevato del solito perchè questo tipo di titolo avrebbe una volatilità più elevata rispetto a quella dei BTp con cedola fissa.

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