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Costi bassi e buoni ritorni grazie ai fondi negoziali. Su sostentamento del primo pilastro si potrà contare sempre meno. Quindi è indispensabile capire quale forma (FPN, FPA o PIP) può aiutare a costruire nel modo più efficiente la "pensione di scorta". Questo è il famoso secondo pilastro che in alcuni casi è composto prorpio dal TFR.

Accanto al TFR i lavoratori possono anche decidere di dare un contributo aggiuntivo che alla fine può fare una grande differenza. Infatti se il lavoratore decide di utilizzare il bonus di un'ulteriore contribuzione personale, il datore di lavoro, se gli accordi collettivi lo prevedono, deve versare un contributo aggiuntivo. Al di là del rendimento, la posizione individuale può contare su una voce d'entrata in più.

Nel 2014 gli investimenti nei FPN e nei FPA hanno reso in media, rispetivamente, il 7,3% e il 7,5%, mentre i PIP hanno reso il 7,3%. Nello stesso periodo, secondo la COVIP il TFR si è rivalutato dell'1,3%. I rendimenti dei FPN e FPA sono al netto dei costi di gestione e degli oneri fiscali (passati dall'11,5% al 20%)

Dal 2000 al 2014 il rendimento cumulativo dei FPN si è attestato al 59,5% contro il 48% del TFR. Nello stesso periodo gli FPA, caratterizzati da una magiore esposizione azionaria, hanno guadagnato il 30,7% mentre quelli con la prevalenza obbligazionaria in media il 60%.

Un altro elemento da considerare oltre il rendimento è la leva dei costi: storicamente aderire a un fondo pensione negoziale costa meno che a un PIP e FPA.

Vediamo il confronto tra le posizioni di chi ha aderito al FPN Cometa sin dalla prima ora e di chi ha lasciato il TFR in Azienda:

Cometa comparto Reddito (ipotesi di adesione dal 1998 fino al 2014)

  Aderente al Fondo Non Aderente
Contributo Lavoratore (2%) 5.567,29 5.567,29
TFR 100% 19.593,73 19.593,73
Totale lavoratore 25.161,02 25.161,02
Contributo Azienda (1,6%, previsto dal contratto) 3.165,10 0,00
Rendimento Fondo 9.897,29 3.646,01 (*)
Totale controvalore 38.223,41 28.807,3

 

(*) Rendimento del TFR se parcheggiato in Azienda o al FondINPS.

Se si investe al'interno di un fondo pensione anche il TFR più un proprio contributo (oltre a quello del datore) si possono ottenere 10K di euro in più.

In questo esempio si è ipotizzata un'iscrizione al comparto Reddito. Cometa dispone di 4 comparti, quelli più aggressivi sono: Reddito e Crescita.

Reddito (categoria Morningstar: Bilanciati Prudenti EUR Globali)

Il patrimonio del comparto viene investito in strumenti finanziari di natura azionaria (allocazione neutrale pari al 14%), in materie prime (allocazione neutrale pari all 1%) e per la restante parte in strumenti finanziari di natura obbligazionaria.

L'investimento in materie prime rientra nella classe di investimenti in beni reali (materie prime, immobiliare, private equity) che il fondo porrà in essere previa verifica e confronto con l'Autorità di Vigilanza. In attesa delle verifiche, la percentuale è allocata nella componente azionaria (che diventa il 15% di allocazione neutrale).

Il 38% circa del patrimonio del comparto sarà gestito mediante tecniche di gestione attive, la restante parte attraverso tecniche passive(quindi di replica del benchmark di riferimento).

Gli investimenti denominati in divise diverse dall'euro verranno coperti dal rischio di cambio per almeno il 90% del controvalore.

L'orizzonte temporale è di medio periodo a fronte di un profilo di rischio medio. L'intera gestione è soggetta ad una misura di rischio pari ad un valore massimo di Tracking error volatility dell'8% su base annua. Le gestioni passive bilanciate sono sono soggette ad una misura di rischio pari ad un Tracking error volatitliy del 3% su base annua, mentre quelle passive di carattere Obbligazionarie sono soggette ad un Tev del 2%.

  • Obbligazionario = 75,13% (titoli corporate 10%)
  • Azionario = 15,59% (con un massimo del 18,08% in quanto all'investimento azionario va sommata l'investimento di futures su indici azionari)

Area geografica:

titoli di debito 75,13%
italia 18,34%
area EURO 36,41%
altri paesi UE 2,70%
stati uniti 10,80%
giappone 5,14%
altri paesi OCSE (**) 1,54%
paesi non ocse (**) 0,20%
   
titoli di capitale 15,59%
italia 2,13%
area EURO 5,92%
altri paesi UE 1,68%
stati uniti 3,93%
giappone 0,71%
altri paesi OCSE (**) 1,12%
paesi non ocse (**) 0,09%

(**) Paesi OCSE: http://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_per_la_cooperazione_e_lo_sviluppo_economico

Settori coperti: sconosciuti

Tasso di rotazione del portafoglio (Turnover): 66,42% (calcolato nell'anno, con patrimonio medio gestito).

Costi:

(secondo il F.I. di Cometa)

TER(2011) = 0,18% , TER(2012) = 0,16% , TER(2013) = 0,15% (questi sono gli oneri di gestione finanziaria e amministrativa sul comparto, NON rappresnetano l'incidenza dei costi sulla posizione individualedel singolo iscritto)

Gli oneri di gestione amministrativa sono finanziati attraverso la quota associativa di 16€ (indipendente dal comparto scelto)

(secondo la Covip)

L'"indicatore sintetico dei costi" è volto a fornire una rappresentazione complessiva dei costi che gravano a vario titolo nella fase di accumulo della prestazione previdenziale, esprimendo l'incidenza percentuale annua dei costi sulla posizione individuale dell'iscritto. L'indicatore viene calcolato con riferimento a differenti ipotesi di permanenza nella forma pensionistica complementare, in particolare 2 anni, 5 anni, 10 anni e 35 anni.

ISC(5 anni)  = 0,34%  ISC(10 anni) = 0,20% , ISC(35 anni) = 0,11%

Rendimenti:

(secondo il sito Morningstar)

2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 YTD (28/02/2015)
-3,56% 7,23% 3,29% 1,66% 7,83% 4,28% 8,32% 2,85%

 

(secondo la Covip)

  • Su 3 anni (2011-2013) il rendimento è del 4,56%
  • Su 5 anni (2009-2013) il rendimento è del 4,83%
  • Su 10 anni (2004-2013) il rendimento è del 3,64%

Indicatori 2015 (28/02/2015):

  • Dev.Std(o Volatilità o Rischio) = 2,43%
  • Rend. Medio = 6,91%
  • Indice di Sharpe = 2,68%
  • Beta = 0,70
  • Alfa = -0,39

Crescita  (categoria Morningstar: Bilanciati Moderati EUR Globali)

Il patrimonio del comparto viene investito in strumenti finanziari di natura azionaria (allocazione neutrale pari al 38%), in materie prime (allocazione neutrale pari all 2%) e per la restante parte in strumenti finanziari di natura obbligazionaria.

L'investimento in materie prime rientra nella classe di investimenti in beni reali (materie prime, immobiliare, private equity) che il fondo porrà in essere previa verifica e confronto con l'Autorità di Vigilanza. In attesa delle verifiche, la percentuale è allocata nella componente azionaria (che diventa il 40% di allocazione neutrale).

Il 26,5% circa del patrimonio del comparto sarà gestito mediante tecniche di gestione attive, la restante parte attraverso tecniche passive(quindi di replica del benchmark di riferimento).

Gli investimenti denominati in divise diverse dall'euro verranno coperti dal rischio di cambio per almeno il 90% del controvalore.

L'orizzonte temporale è di lungo periodo a fronte di un profilo di rischio medio/alto. L'intera gestione è soggetta ad una misura di rischio pari ad un valore massimo di Tracking error volatility dell'8% su base annua. Le gestioni passive bilanciate sono sono soggette ad una misura di rischio pari ad un Tracking error volatitliy del 4% su base annua.

  • Obbligazionario = 54,20% (titoli corporate 16,68%)
  • Azionario = 43,69% 

Area geografica:

titoli di debito 54,20%
italia 15,60%
area EURO 20,69%
altri paesi UE 6,15%
stati uniti 8,91%
giappone 1,23%
altri paesi OCSE (**) 1,23%
paesi non ocse (**) 0,39%
   
titoli di capitale 43,69%
italia 2,90%
area EURO 10,62%
altri paesi UE 6,18%
stati uniti 15,22%
giappone 3,87%
altri paesi OCSE (**) 4,77%
paesi non ocse (**) 0,14%

(**) Paesi OCSE: http://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_per_la_cooperazione_e_lo_sviluppo_economico

Settori coperti: sconosciuti

Tasso di rotazione del portafoglio (Turnover): 82,62% (calcolato nell'anno, con patrimonio medio gestito).

Costi:

(secondo il F.I. di Cometa)

TER(2011) = 0,19% , TER(2012) = 0,17% , TER(2013) = 0,156% (questi sono gli oneri di gestione finanziaria e amministrativa sul comparto, NON rappresnetano l'incidenza dei costi sulla posizione individuale del singolo iscritto)

Gli oneri di gestione amministrativa sono finanziati attraverso la quota associativa di 16€ (indipendente dal comparto scelto)

(secondo la Covip)

L'"indicatore sintetico dei costi" è volto a fornire una rappresentazione complessiva dei costi che gravano a vario titolo nella fase di accumulo della prestazione previdenziale, esprimendo l'incidenza percentuale annua dei costi sulla posizione individuale dell'iscritto. L'indicatore viene calcolato con riferimento a differenti ipotesi di permanenza nella forma pensionistica complementare, in particolare 2 anni, 5 anni, 10 anni e 35 anni.

ISC(5 anni)  = 0,36%  ISC(10 anni) = 0,22% , ISC(35 anni) = 0,13%

Rendimenti:

(secondo il sito Morningstar)

2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 YTD (28/02/2015)
-15,67% 13,72% 4,15% -0,25% 11,43% 9,62% 6,92% 3,87%

 

(secondo la Covip)

  • Su 3 anni (2011-2013) il rendimento è del 6,81%
  • Su 5 anni (2009-2013) il rendimento è del 7,61%
  • Su 10 anni (2004-2013) il rendimento è del ND

Indicatori 2015 (28/02/2015):

  • Dev.Std(o Volatilità o Rischio) = 5,02%
  • Rend. Medio = 9,24%
  • Indice di Sharpe = 1,73%
  • Beta = 0,81
  • Alfa = -1,49

Il comparto Reddito secondo lo storico dei dati di Morningstar e Covip ha avuto una performance migliore rispetto a quello di Crescita. Forse dovuto ad un 38% di gestione attiva sull'intero comparto contro il 26,5% di quello del comparto Crescita o forse perchè molto meno esposto (di un fattore 2,5) al mercato azionario, infatti il comparto Reddito è esposto al 15% contro il 43% di quello Crescita. Comunque sia il comparto Reddito ha un Sharpe pari a 2,62 contro 1,73 del comparto Crescita questo sta indicare un ottima performance storica corretta per il rischio e quindi un'ottima efficienza di gestione.

Per quanto riguarda il Beta, entrambi sono molto vicini tra loro e sono tra 0 e 1 quindi tendono a muoversi nella stessa direzione del mercato senza amplificarla e quindi a renderla più rischiosa (un pò di più il Crescita, 0,81 contro 0,71, giustificato dal fatto che la componente azionaria è notevolmente maggiore).

Il valore di Alfa è a sfavore per il comparto Crescita perchè indica che subisce più perdite indipendentemente dall'andamento del mercato. Anche questo è giustificato dall'alta componente azionaria.

In conclusione, tra i due comparti, da qui al 2016 dovrebbe produrre una performance maggiore il comparto Crescita. Questo perchè la componente azionaria e la quota corporate sono notevolmente maggiori rispetto a quelle del Reddito e queste caratteristiche avvantaggiano il Crescita nell'ambiente macroeconomico in sviluppo:

  • QE di Draghi ==> porterà liquidità che si andrà a riversare in imprese, mutui, corporate e azionario
  • Euro debole ==> favorisce l'export e l'entrata di nuovi investitori stranieri in tutta la zona Euro
  • Petrolio in calo ==> favorisce l'export di proditti, la produzione e gli utili aziendali, meno cash flow per la parte energia/carburante
  • rendimenti obbligazionari in calo ==> favorisce lospostamento dei capitali in corporate, high yield e azionario
FPA vs Cometa Crescita (categoria Morningstar: Bilanciati Prudenti EUR Globali) 02/2015

Dati COVIP

  Arca Azimut Allianz Pioneer Unicredit Intesa San Paolo
Linea Crescita Prev. Equilibrato Insieme-Serana Bilanciata Futuro Bilanciato Dinamica MiaPrevidenza Accumulo
Tiplogia Aperto Aperto Aperto Aperto Aperto Aperto
Categoria Bilanciati Bilanciati Bilanciati Bilanciati Bilanciati Bilanciati
Limite Azionario (Covip) 50% 55% 50% 50% 90% 40%
YTD 3,97% 7,58% 4,57% 6,43% 9,97% 6,41%
Rendimento Anno 2014 10,40% 3,74% 10,22% 8,02% 3,89% 9,36%
Rendimento Anno 2013 11,69% 7,04% 9,76% 9,75% 18,72% 7,14%
Rendimento Anno 2012 11,31% 6,39% 9,39% 13,22% 10,11% 7,96%
Rendimento Anno 2011 -0,23% -3,49% -1,47% -3,07% -3,55% -3,86%
Rendimento Anno 2010 4,32% -1,37% 8,41% 7,21% 13,75% 4,61%
Rendimento Anno 2009 13,12% 8,99% 13,59% 14,77% 18,73% 13,65%
Rendimento Anno 2008 -16,42% -9,56% -17,37% -21,41% -34,01% -13,07%
Rend. Medio 10,61% 7,37% 9,88% 10,69% 12,39% 8,95%
Dev. Std % (Rischio) 4,05% 4,57% 3,60% 4,34% 6,57% 3,66%
Indice di Sharpe 2,45 1,52 2,58 2,30 1,76 2,29
Beta 0,76 0,74 0,79 0,78 1,26 0,73
Alfa 0,34 -2,44 -0,69 0,14 -4,32 -0,78
ISC    (5 anni) 0,96% 1,89% 0,67% 1,99% 1,68% 1,77%
ISC  (10 anni) 0,89% 1,61% 0,68% 1,64% 1,50% 1,52%
ISC  (35 anni) 0,84% 1,44% 0,69% 1,44% 1,43% 1,37%
Covip RMA (2011-2013) 7,44% 3,20% 5,76% 6,40% 8,03% 3,60%
Covip RMA (2009-2013) 7,92% 3,39% 7,82% 8,19% 11,23% 5,74%
Covip RMA (2004-2013) 3,14% 2,29% 3,74% 3,63% 3,41% 2,69%
             
Ter (Totale expense ratio) 1,26% 1,50% 0,75% 1,50% 1,60% 1,50%

(*)Ter: http://argomenti.ilsole24ore.com/parolechiave/total-expense-ratio-ter.html

(**)ISC: http://www.previsionari.it/wiki/termini/indicatore-sintetico-dei-costi-isc/

Come si può notare dalla tabella i FPA hanno costi molto più elevati dell FPN Crescita e non sempre se si paga di più si ottiene di più. Se confrontiamo i rendimenti medi, i costi e la % di quota azionaria tra i vari fondi attivi rispetto al negoziale Crescita si evince che il Crescita rende quanto un FPA più esposto nell'azionariato e con costti di commissione dalle 4 alle 10 volte più alti.

I costi per la partecipazione al fondo pensione ci sono sempre e sono annuali. Certo che più si rimane iscritti meno si paga perchè comunque cè una rivalutazione della propria quota e del proprio contributo (se presente).

Quindi si il fondo rende X, ma una piccolissima percentuale di essa viene usata per pagare la gestione attiva della sgr del fondo. Dopotutto il FP è sempre un fondo a gestione attiva (anche se con una buona quota di gestione passiva attraverso replica, usata come copertura). Dietro al fondo poi ci sono squadre di analisti che effettuano un turnover del portafoglio secondo dati micro e macro presenti, passati e futuri e queste cose cmq si devono pagare.