Creato da pastuweb.com
Share My Page
My Social Accounts
Account FaceBook Account LinkedIn Account Twitter Account Google Plus Account Git Hub

Secondo la dottrina neoliberista, lo Stato deve farsi da parte, ogni intervento pubblico rappresenta una distorsione del libero mercato.

Questa teoria  ha portato allo smantellamento delle normative  e dei controlli riguardanti la finanza (= sono state fatte delle liberalizzazioni)
 
Con il termine liberalizzazione ci si riferisce ad un processo, solitamente legislativo che consiste, generalmente, nella riduzione di restrizioni precedentemente esistenti.
 
Già negli anni Settanta si assiste alla liberalizzazione del mercato delle valute e dei tassi di cambio.
Dopo la seconda guerra mondiale, fu deciso che tutte le valute fossero ancorate al dollaro e che questo a sua volta fosse convertibile in oro.
Nel 1971 Nixon decise di cancellare la convertibilità oro-dollaro a causa delle difficoltà economiche legate alla guerra in Vietnam. Questa decisione a dato l'avvio a una libera fluttuazione delle valute sul mercato.
Negli anni Ottanta c'è statà la liberalizzazione dei movimenti di capitale.
Nel decennio successivo vengono liberalizzati i servizi finanziari e il sistema bancario.

Le valute
Con la liberalizzazione dei cambi, ogni valuta ha una quotazione che dipende dalla domanda e dall'offerta rispetto alle altre, come avviene per qualunque bene.
Esempio:
Se molte persone decidono di comprare euro e vendere dollari, ci sarà una forte domanda di euro e quindi una forte offerta di dollari e di conseguenza il valore dell'euro tenderà ad aumentare  e quello del dollaro a diminuire.
Esempio:
Se l'industria e l'economia europee vanno bene e crescono le esportazioni verso gli USA, le imprese e i cittadini statunitensi cambieranno dei dollari con degli euro per acquistare i prodotti europei.
 
Le quotazioni di una valuta rispetto alle altre ha impatti diretti e rilevanti sull'economia di un Paese.
Una valuta "forte" rende più difficili le esportazioni e più semplici le importazioni.
 
Esempio:
una ditta italiana esporta un prodotto negli USA per 1000€. Se il cambio è 1.3, uno statunitense dovrà pagare 1300$ per acquistarlo. Se dopo qualche giorno il dollaro si è rafforzato rispetto all'euro e il cambio è 1.2, lo stesso prodotto ora costerà 1200$.
Il rafforzamento del dollaro rende quindi più semplice importare, così come per l'Italia un euro debole favorisce le esportazioni.
 
Riassunto:
Se un' economia va bene e aumenta l'export, tende a crescere il valore della corrispondente valuta, il che, a sua volta, rende più difficili le esportazioni. In pratica, la legge della domanda e dell'offerta interviene per favorire un equilibrio, in cui la quotazione di una valuta dipende direttamente dalla forza economica e dalla capacità di export del singolo Paese.
 

Non sempre si cambia la valuta per fare acquisti di beni e merci ad un prezzo più conveniente. Molto spesso sui mercati si comprano valute , azioni e altri titoli per guadagnare unicamente sulle oscillazioni dei prezzi senza nessun interesse nei Paesi corrispondenti. Con i moderni sistemi informatici è possibile comprare e vendere qualunque prodotto finanziario anche migliaia di volte in un'ora.

Esempio:
Vado in banca a cambio 1000€ in dollari, con un cambio di 1.3, ottengo: 1300$.
Dopo una settimana ritorno in banca, se il dollaro è salito cioè si è rafforzato, e il cambio è 1.2, dando indietro 1200$ --> ottengo già i miei 1000€ però ho ancora 100$ --> circa 80€ (il mio guadagno). Ovviamente se il cambio va nel senso opposto (da 1.3 a 1.4) ho una perdita.
 
Per guadagnare sulle oscillazioni devo comprare i titoli che credo potranno salire e vendere quelli che hanno un prezzo eccessivo.
 
Piccole speculazioni avranno impatti trascurabili e potrebbero persino aumentare l'efficienza dei mercati, ma se aumentano troppo influenzeranno esse stesse i cambi e quindi l'economia reale.
Oltre il 98% dei capitali che circolano nel mondo non ha nessuna finalità produttiva e non è legato all'economia reale, MA serve unicamente alla speculazione, ovvero a fare soldi dai soldi  nel più breve tempo possibile (quindi si guadagna sulle oscillazioni).
Oggi una valuta non si apprezza o si deprezza perchè migliorano le esportazioni o il sistema industriale di un dato Paese. All'esatto opposto, è la capacità di esportare di quel Paese a dipendere da come va la sua valuta, andamento determinato da fenomeni speculativi.
La finanza oggigiorno non è più al servizio dell'economia reale, ma al contrario è l'economia a essere influenzata.
 
Non solo la speculazione domina la finanza e la finanza domina l'economia, MA il funzionamento dei mercati finanziari è instabile e provoca continue crisi.
 
La stragrande maggioranza degli investitori non acquista un'azione, una valuta o un qualunque altro titolo fondandosi sull'analisi dei dati dell'impresa o del Paese, MA guardando il valore e l'andamento dello stesso titolo in borsa.
Un titolo che sale è appetibile, attrae investitori che lo vedono salire e pensano che potranno comprarlo per attendere ulteriori aumenti prima di rivenderlo. Questo significa che l'aumento della domanda di un titolo porta all'aumento del suo prezzo.
In questo modo si gonfia una bolla finanziaria, tra aumento del prezzo e aumento della domanda, tutto questo fino al momento in cui i prezzi sono molto sopravvalutati rispetto al valore reale. A quel punto un investitore (uno grande) inizia a vendere ed esce dall'investimento, parte il percorso inverso , ondate di vendita, la bolla scoppia.
 
I prezzi non vengono determinati dai fondamentali economici, MA dal comportamento della massa degli investitori, ovvero dal mercato stesso.
 

La bolla dei Tulipani

Nel 17 Secolo in Europa divennero di moda i tulipani.
La domanda dei bulbi cresceva continuamente. 
Alcuni mercati iniziarono a comprare bulbi, non per coltivare tulipani, MA sperando che il prezzo continuasse a salire per poi rivendere il bulbo stesso, ovvero per speculare.
 => Questo significa una domanda aggiuntiva che falsa il mercato
Più i prezzi salgono più le persone sono attratte dall'investimento e comprano i bulbi, la bolla cresce.
Nel 1635 un singolo bulbo poteva essere venduto a 5000 fiorini, mentre un maiale costava 30 fiorini.
Nel 1637 i prezzi divennero irreali e alcune persone pensavano che era ora di fermarsi e vendere. La domanda scese, si diffuse il panico, e scoppiò la bolla che portò ad una crisi finanziaria poi economica e poi sociale.
 
Da allora nulla è cambiato, l'unica differenza è che ora le bolle e le relative crisi sono sempre più vicine e sempre più grandi.
 
 
Il segreto della finanza è semplice. Compra a poco, vendi a tanto, sperando in una bolla o ancora meglio contribuendo tu stesso a creare la bolla con i tuoi acquisti.
 
Tra il 1980 e il 2005 gli attivi della finanza sono passati dal 109% al 316%.
Il giro di affari di Wall Street nel 2006 era pari circa al 350% del PIL statunitense!!!!!
 

I crediti di carbonio

La finanza è sempre alla ricerca di NUOVI MERCATI. Anche l'acua, il cibo, l'istruzione e la sanità sono state trasformati in merci.
Ma se non si trovano i mercati, SI CREANO. Un esempio: è quello del mercato dei crediti di carbonio.
Gli accordi sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra prevedono che chi inquina più del dovuto possa comperare diritti di emissione da chi inquina di meno. INCREDIBILE!!!
Si è così creato un vero e proprio mercato finanziario dei crediti di carbonio con la comparsa di investitori intenti ad acquistare  e vendere tonnellate di CO2 e di speculatori che sperano magari che una qualche catastrofe ambientale faccia aumentare i prezzi e quindi i profitti.
=> Uno stato inquina tanto -> catastrofe -> è costretto ad acquistare da altri Stati -> il prezzo sale -> i futuri profitti salgono.

Non è più che chi inquina paga, ma chi paga può inquinare, a seconda dei prezzi stabiliti dagli speculatori.

Average (1 Vote)
The average rating is 5.0 stars out of 5.