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Dal 2012 la percentuale di tassazione delle rendite finanziarie è pari al 20%, con l'eccezione dei titoli di Stato italiani ed equiparati (i Paesi "White List") che godono ancora dell'aliquota di tassazione del 12,5%.
 
Tassazione 2012
 

 

Oltre alla tassazione di interessi, dividendi e degli eventuali capital gain, il risparmiatore deve tener conto anche della cosiddetta "mini-patrimoniale": l'imposta di bollo sulle attività finanziarie pari (dal 2014) al 2 per mille del valore di mercato o valore nominale o di rimborso (o, in mancanza di questi valori, sul costo d'acquisto degli strumenti finanziari). Però ci sono certi istituti finanziari che si prendono in carico il pagamento del bollo.
 

 

Inoltre, non bisogna dimenticare la Tobin Tax si applica sugli acquisti di azioni, partecipazioni, strumenti finanziari compresi warrants, covered warrants e certificates emessi da società residenti fiscalmente in Italia. L'aliquota prevista per le azioni è dello 0,20% sul valore della transazione ed è ridotta alla metà (0,10%) per le transazioni effettuate su mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione.
 

 

In base agli annunci del Governo, dal 1° maggio 2014, la tassazione passerà dal 20% al 26% sui redditi di capitale e sui redditi diversi di natura finanziaria. Rimarrà, invece, invariata la tassazione solo per i titoli di Stato. Questo significa che la tassazione degli interessi, dei dividendi e delle plusvalenze sui citati prodotti finanziari subirà un aumento di 6 punti. (Il passaggio è stato reso attivo da Luglio 2014).
 
Il risparmiatore, persona fisica, che acquista un'obbligazione per portarla a scadenza (il "cassettista"), ottiene esclusivamente un reddito da capitale: gli interessi. Ricordiamo che il possessore di uno strumento finanziario può essere percettore di due tipologie di redditi:
  • Redditi da capitali: sono le plusvalenze sui fondi comuni e i proventi periodici dell'investimento, proprio come gli interessi. Quest'ultimi sono erogati al risparmiatore al netto dell'imposta sostitutiva del 26% (o 12,5% nel caso di Tìtitoli di Stato o delle obbligazioni equiparate). Al momento del rimborso dell'obbligazione, qualora quest'ultima sia stata emessa a un prezzo sotto la pari (cioè inferiore a 100) subirà una tassazione, sempre con le predette aliquote, sulla differenza tra il valore di rimborso e prezzo di emissione (il cosiddetto disaggio d'emissione).
  • Redditi diversi: si realizzano nel caso in cui un risparmiatore, persona fisica, cede l'obbligazione prima della scadenza. Oltre a maturare degli interessi (reddito di capitale), per il periodo di possesso del titolo obbligazionario, potrebbe ottenere anche un "reddito diverso di natura finanziaria" (categoria che ricomprende i capital gain). Se la cessione dell'obbligazione avviene a un prezzo superiore a quello di acquisto, il risparmiatore maturerà una plusvalenza, mentre nel caso contrario maturerà una minusvalenza. Le plusvalenze sono tassate anch'esse con l'aliquota del 26% (o 12,5% se Titoli di Stato). Le minusvalenze possono essere compensate con le plusvalenze, infatti la caratteristica dei "redditi diversi di natura finanziaria" è quella della tassazione al netto delle perdite.

Ricapitolando:

E scatta dal primo luglio 2014 l'aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 26%. Voluta dal governo di Matteo Renzi in effetti serve a finanziare la spesa prevista dal decreto Irpef per il bonus di 80 euro che da maggio è previsto nelle buste paga dei lavoratori dipendenti che dichiarano meno di 26mila euro. 

 

La tassazione passa dal 20 al 26% per i redditi da capitale (dividendi, cedole e interessi di conti correnti, depositi bancari e postali). La misura è automatica, e valida anche per i redditi derivanti da obbligazioni, titoli simili e cambiali finanziarie, maturati a partire dal 1 luglio 2014, indipendentemente dalla data di emissione dei titoli. Dal 1 luglio 2014, come precisato dall'Agenzia delle Entrate, l'aliquota di tassazione passa al 26% anche per i redditi diversi di natura finanziaria, con esclusione delle plusvalenze relative a partecipazioni qualificate).

 

Anche per il risparmio gestito (fondi comuni, gestioni patrimoniali) il passaggio è automatico e sarà il gestore a calcolare quanta parte dei guadagni è maturata con la vecchia aliquota e quanta dopo il rincaro. La tassazione al 26% sarà applicata a tutti gli strumenti soggetti al rincaro. 

 

Resta al 12,5% l'aliquota sui titoli pubblici,(come titoli del debito pubblico, Boc, Bor, Bop, buoni fruttiferi postali emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti) e titoli equiparati, emessi da organismi internazionali, nonchè per le obbligazioni emesse da Stati esteri white list e da loro enti territoriali.