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Esiste una correlazione tra il Bund (titolo di Stato Tedesco) ed i mutui. Il valore del tasso Irs, usato per determinare il mutuo a tasso fisso, ò legato all'andamento del Bund.

L'Irs/Eurirs è un tasso di medio lungo periodo che segue gli andamenti di strumenti finanziari di simil durata, come il Bund. Segue il Bund per il semplice motivo che è il titolo più sicuro di tutta l'Euro-zona.

L'Euribor è un tasso di riferimento, calcolato giornalmente, che indica il tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie in Euro tra le principali banche europee.  Ed è direttamente collegato alle decisioni della BCE sul costo del denaro

Icaso di crisi, gli investitori vendono i Btp e Bonos e si rifugiano nel Bund. La vendita dei Btp e Bonos fa scendere il prezzo dei titoli e di riflesso aumentano i relativi rendimenti. Inoltre anche lo spread Btp-Bund e Bonos-Bund aumenta in Basis point. Acquistando Bund i tassi del Bund si assottigliano e di riflesso scende anche il tasso Irs(tasso che viene sommato allo spread del mutuo). Se l'economia migliora o si stabilizza, non ha più senso avere in portafogli un titolo sicuro, tanto vale puntare su titoli più rischiosi e più remunerativi, ecco che in quelle fasi, stabilizzazione dell'economia europea, il Bund viene venduto e di riflesso aumenta il rendimento e quindi il tasso Irs/Euris e quindi i muti costano di più.

Caso Bund - Giugno 2015

Il rialzo del tasso legato ai Bund, a Giugno 2015 è schizzato all'1,7%, dopo lo 0,7% di Aprile 2015 ha avuto effetti sui mutui. Il 18 Giugno 2015 il Bund ha chiuso all'1,55% dopo aver toccato anche quota 1,70% nei giorni precedenti. Quello che colpisce non è tanto il valore elevato quanto la velocità impiegata a toccare 1,70% dagli 0,70 di Aprile 2015. Molti mutuatari sono rimasti fregati perchè il tasso da sommare allo spread non è il tasso rilevato all'atto della richiesta del mutuo o della surroga ma quello all'atto della firma dell'atto (rogito o surroga)

Variabile o Fisso

Si può prendere a riferimento sempre la durata del mutuo che si intende sottoscrivere. Se l'intenzione è quella di sottoscrivere un mutuo con una durata abbastanza breve (diciamo uguale o inferiore ai 15 anni), probabilmente ci sono ottime probabilità che la scelta di un mutuo a tasso variabile possa essere quella più conveniente. Sui prossimi 5 anni, il mercato dei futures indica un Euribor ampiamente sotto l'1%, ma durante i primi 7-8 anni di rimborso del mutuo sarà già stato restituito alla banca oltre il 50% del capitale preso a prestito (simulazione con mutuo di importo 100.000 euro, durata 15 anni, tasso variabile finito pari a 1,50%). Sulla vita residua del mutuo quindi, anche un aumento repentino e consitente dei tassi variabili avrebbe in ogni caso un effetto limitato sull'importo totale della rata - continua Rossini -. Probabimente su durate più brevi, la scelta razionale potrebbe essere quindi quella di un mutuo a tasso variabile. Se invece consideriamo durate dai 25 anni in su, una scelta di mutuo a tasso fisso permetterebbe oggi di bloccare un tasso fisso finito ai minimi storici di sempre e su un arco temporale di 25-30 anni questa scelta potrebbe rivelarsi sicuramente razionale.