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BTp: Il buono del tesoro poliennale (BTP) rappresenta un certificato di debito emesso dallo Stato italiano, con scadenza superiore all'anno solare.

Il titolo ha durata poliennale (usualmente con scadenze di 3, 5, 10, 15 o 30 anni) e presenta cedole annuali pagate semestralmente

Esempio: un BTP al 5% paga due cedole semestrali del 2,5% l'una. Il rendimento è dato dal tasso fisso della cedola e dalla differenza tra il prezzo di emissione e quello di rimborso.

  • Si tratta di un titolo 'a capitale garantito', ossia prevede alla scadenza il rimborso dell'intero valore nominale. 
  • Essendo il BTP uno strumento con cedole a tasso fisso è soggetto a oscillazioni di prezzo durante la sua "vita finanziaria", che saranno tanto più marcate quanto più lunga sarà la durata del titolo (duration). 
  • Le emissioni avvengono due volte al mese con asta marginale. Come per tutti gli altri titoli di Stato italiani, il taglio minimo è di 1.000 €. 

Quindi, ricapitolando, sono obbligazioni a tasso fisso con una cedola staccata semestralmente e con una durata medio-lunga. Il BTP è adatto quando:

  • si prevede un calo dei tassi d'interesse per periodi lunghi, questo perchè investendo in BTp si blocca il tasso all'acquisto che rimarrà tale per tutta la durata del titolo. Se si sbaglia la previsione e i tassi salgono, rimarrà in portafolgio un titolo con tassi inferiori al mercato (sempre mercato dei BTp)
  • si prevede un abbassamento del tasso d'inflazione, visto che quest'ultima influenza i rendimenti obbligazionari. Un'inflazione bassa trascinerà in basso i tassi obbligazionari e, viceversa, un'inflazione alta farà alzare i tassi.

Se si prevede un abbassamento dell'inflazione la scelta giusta è quella di investire in BTp:

  • BTp€i che sono dei BTp indicizzati all'inflazione europea
  • BTp Italia che invece sono indicizzati all'inflazione italiana

Il Btp Italia, sono molto convenienti per tutti quegli investitori stranieri con inflazione inferiore alla nostra e anche ai risparmiatori locali che possono preservare il capitale. Questo è uno dei motivi per cui, subito dopo la loro introduzione, il famoso spread BTP-BUND è sceso.  Fornendo un BTp legato all'inflazione italiana anziché europea, molti investitori lo hanno immediatamente comprato, permettendo di bilanciare la domanda con l'offerta.

Lo spread dipende dalla legge della domanda e dell'offerta. Se c'è molta domanda (richiesta) di un titolo allora il suo rendimento cala, mentre se c'è poca domanda(richiesta) allora l'emittente, per piazzarli, deve aumentare progressivamente il tasso!

Oltre alle cedole, quando si investe in BTp si può puntare sulla "speculazione sul conto capitale"

In pratica, se compri un'obbligazione a tasso fisso, ovviamente il suo tasso, qualunque sia durata del titolo, non può variare.

Esempio: Francesco compra un'obbligazione decennale a tasso fisso con cedola al 5% annuo, questa rimarrà tale per tutti e 10 gli anni.

Ipotesi 1: anni trascorsi: 2 anni,  t.i nuove emissione è al 6%, valore quota titoli = 100, esborso iniziale = 5000€ (taglio BTp = 1000€, si possiedono 5 BTp), il proprietario di queste 5 quote le vuole liquidare ora.

  • perchè investitore dovrebbe acquistare 5000€ di BTp con cedola annua al 5% da Francesco? ... così com'è strutturata l'offerta 5xBTp(10 anni) con cedola annua 5% ...nessuno ne farà domanda... è scontato.
  • Francesco dovrà creare un'offerta che permetterà di annullare il deficit del tasso d'interesse al 5% che è inferiore a quello di nuova emissione di mercato e l'offerta dovrà riuscire a coprire il disavanzo per tutta la durata del titolo.
  • I tassi d'interesse dopo 2 anni sono saliti, sono passati dal 5% al 6%, i BTp comprati due anni fà hanno ancora una durata di 8 anni, quindi la quotazione dei miei BTp scenderà da 100 a 92. Quindi 5000€ / 100 = 50€ x 8 = 400€. Valore effettivo del titolo = 4600€ (se lo vendi). Permette di compensare i mancati introiti di chi se lo compra rispetto alle nuove emissioni.

Ipotesi 2: anni trascorsi: 2 anni,  t.i nuove emissione è al 4%, valore quota titoli = 100, esborso iniziale = 5000€ (taglio BTp = 1000€, si possiedono 5 BTp), il proprietario di queste 5 quote le vuole liquidare ora.

  • I tassi d'interesse dopo 2 anni sono scesi, sono passati dal 5% al 4%, i BTp comprati due anni fà hanno ancora una durata di 8 anni, quindi la quotazione dei miei BTp salirà da 100 a 108. Quindi 5000€ / 100 = 50€ x 8 = 400€. Valore effettivo del titolo = 5400€ (se lo si vende). Permette di recuperare anche gli introiti della duration mancante (8 anni) che perderò alla vendita del BTp.

Se, ad esempio, si comprano BTP in un momento in cui quotano 90.00 e si rivendono a 110.00, il profitto è del 20% oltre alla cedola distribuita!

Ovviamente tutti questi calcoli sono al lordo rispetto all'aliquota del 12,50% e ad eventuali costi di commissioni bancarie. La ritenuta è applicata al momento dell'acquisto per i BOT e al rimborso per gli altri titoli.

Spread BTp-Bund

Lo SPREAD riferito ai Titoli di Stato indica la differenza tra i rendimenti delle obbligazioni governative Italiane, in particolare i BTP e il Bund Tedesco, sulla scadenza decennale. Maggiore è lo spread, più alto è il rischio percepito dagli investitori verso i BTP italiani pertanto se lo spread aumenta, significa che sale anche il rischio default per l'Italia. Quando lo spread tra BTP e Bund aumenta significa che i BTP rendono di più  rispetto ai Bund poiché sono percepiti come sempre più rischiosi e pertanto il Governo italiano, per poter collocare i titoli di stato, dovrà offrire cedole più elevate agli acquirenti, impattando negativamente sul deficit statale.