Creato da pastuweb.com
Share My Page
My Social Accounts
Account FaceBook Account LinkedIn Account Twitter Account Google Plus Account Git Hub

Il debito

Gli Stati hanno delle entrate e delle uscite. Le entrate sono quelle fiscali, quindi tasse e imposte, mentre le uscite sono legate alle diverse spese e investimenti pubblici, dalla costruzione di strade, scuole al mantenimento della pubblica amministrazione, la giustizia e via così.

Se in un anno le uscite superano le entrate, lo Stato ha un deficit. Lo Stato allora deve trovare risorse per finanziare le proprie attività. Il debito pubblico è la somma di tutti i deficit accumulati. 

Una prima possibilità per superare il deficit consiste nel coniare nuova moneta. Questo equivale ad una tassazione dell'intera popolazione tramite l'aumento dell'inflazione. Infatti immettere più moneta significa che il valore della moeta stessa diminuisce e in maniera speculare che i prezzi aumentano ovvero si crea inflazione. Se i redditi non seguono l'andamento dei prezzi questo comporta una perdita di potere d'acquisto.

Una seconda possibilità è aumentare il debito tramite l'emissione di titoli di Stato, in Italia sono I BOT, BTP e CCT. Questi titoli sono delle obbligazioni. In cambio del prestito, lo Stato si impegna a garantire oltra al rientro del capitale anche un determinato tasso di interesse.

Il debito totale dello Stato è composto dal valore della somma dei titoli di Stato circolanti, ma anche da altre voci. Nella maggior parte dei Paesi la gran parte del debito pubblico è costituita dai titoli di Stato. I titoli di Stato sono inoltre la parte di debito che viene comprata e venduta sui mercati finanziari, ed è quindi soggetta alle fluttuazioni e alle speculazioni proprie di questi mercati.

Emissione dei titoli di Stato

I titoli di Stato hanno una scadenza. Nel caso dei BOT di solito di sei mesi o un anno, per i BTP hanno durata pluriennale. In ogni caso alla scadenza del titolo lo Stato deve rimborsare il capitale. 

Quindi o ci sono le risorse per rimborsare il titolo, e in questo caso il debito pubblico diminuisce, o è necessario emettere nuovi titoli in sostituzione di quelli in scadenza, occorre rifinanziare il debito pubblico.

Per emettere i titoli il ministero del Tesoro fa un'asta alla quale partecipano determinati soggetti, principalmente banche, questo è il mercato primario dei titoli di Stato. Viene deciso un certo tasso di interesse. La banche che li comprano li rivendono poi ad altre banche più piccole o ai risparmiatori o fondi di investimento, questo è il mercato secondario. 

Ai mercati quindi agli investitori non interessa la finalità per la quale è stato emesso il titolo, l'unica cosa che interessa è il tasso di interesse, quindi i titoli di Stato entreranno in concorrenza con altri titoli.

Esempio:

Uno Stato vuole aprire un nuovo ospedale, emetterà titoli con il 3% di ineteresse. Sul mercato cè anche un azienda che produce armi , che vuole costruire delle nuove bombe anche lei volendo può emettere dei titoli (non di Stato ovviamente) con un tasso al 5%(è più remunartivo). Gli investitori punteranno al 5%. Però un tasso di interesse alto vuol dire anche un maggior rischio, è tutto da valutare.

Tasso di interesse e spread

Il finanziamento del debito pubblico sui mercati ha quindi un costo, legato al tasso di interesse al quale vengono emessi i titoli. 

Maggiore è il rischio di un investimento, maggiore dovrà essere il tasso di interesse per convincere gli investitori a sottoscrivere il prestito.

Lo Stato si troverà sempre in diretta concorrenza con le emissioni proposte tanto dalle imprese private quanto dagli altri Stati.

Esempio:

Lo Stato tedesco emette dei titoli al 2% come l'Italia. Essendo che l'economia tedesca è più solida di quella italiana, a parità di tasso verranno prese in considerazione al tri fattori. Verrà preferito quello tedesco. Allora l'Italia dovrà emettere titoli con un tasso superiore, esempio il 3%. La differenza tra il tasso di interesse offerto dalla Germania e quello dell'Italia e il famoso SPREAD. Quindi spread all'1% o 100 punti base.

Spread: è la parola inglese che indica genericamente un "differenziale tra due numeri".

Per i media italiani, lo spread è la differenza tra i tassi di interesse dei BTP italiani a 10 anni e quelli dei Bund tedeschi con la stessa scadenza

Lo spread è diventato un indicatore che dà una misura di come i mercati finanziari valutino lo stato di salute di un Paese e il rischio che questo possa non rimborsare i propri debiti.

Average (1 Vote)
The average rating is 5.0 stars out of 5.