Creato da pastuweb.com
Share My Page
My Social Accounts
Account FaceBook Account LinkedIn Account Twitter Account Google Plus Account Git Hub

Si ha una bolla speculativa quando i movimenti del prezzo di un bene diventano indipendenti dalle ragioni economiche che giustificano il livello di prezzo del bene stesso. I movimenti del prezzo (solitamente verso l'alto) sono quindi sospinti, non da ragioni economiche, ma dall'irrazionale comportamento degli operatori di mercato.

 
Bolla dei Tulipani
E' stata probabilmente la prima bolla speculativa.
Nella prima metà del XVII secolo, nei Paesi Bassi la domanda di bulbi di tulipano raggiunse un picco così alto che ogni singolo bulbo di tulipano raggiunse prezzi enormi.
L' interesse per questo fiore dalle diverse colorazioni (ne esistono circa 160) divenne una vera e propria mania che negli anni si trasformò in una smodata e insensata ricerca degli esemplari più  rari. Maturò l'idea che tali fiori fossero pregiati, e qualcuno cominciò a suggerirne l'acquisto in un'ottica speculativa, considerato che il prezzo andava aumentando col tempo (un po come avviene per i metalli preziosi o gli oggetti d'arte).
Pare che gran parte della speculazione fosse dovuta a delle vere e proprie opzioni sui tulipani: i commercianti compravano i diritti di aumentare le loro giacenze a un prezzo prefissato e i coltivatori pagavano(delle assicurazioni) per assicurarsi di poter vendere alla controparte a un certo prezzo.
 
I prezzi arrivarono a livelli insostenibili. I bulbi di tulipano più rari erano già quotati alla Borsa di Amsterdam, che era appena stata fondata, nel 1613.
 Nel 1623, un singolo bulbo di una specifica qualità di tulipano poteva costare anche un migliaio di fiorini olandesi (il reddito medio annuo dell'epoca era di 150 fiorini). I tulipani erano scambiati anche con terreni, animali vivi, e case. Presumibilmente, un buon speculatore poteva anche guadagnare seimila fiorini al giorno.
 
Qui è presentata la storia di un contadino dell'epoca:
"Oggi un contadino ha acquistato un singolo bulbo del raro tulipano chiamato Vicerè, pagando per esso: otto maiali, quattro buoi, dodici pecore, due carichi di grano, quattro carichi di segale, due botti di vino, quattro barili di birra, due barilotti di burro, mille libbre di formaggio, un letto completo di accessori, un calice d'argento e un vestito, per un valore totale di 2.500 fiorini". La somma che il contadino pagò per quel bulbo, al valore attuale, è di poco inferiore ai 30.000 euro.
 
Alcuni commercianti vendevano bulbi che erano stati appena piantati o quelli che avevano intenzione di piantare (sostanzialmente dei futures sui tulipani). 
Si creava così l'ingrediente base della bolla speculativa: la leva, un effetto moltiplicativo che consente di scommettere tanto impegnando poco denaro. Alla consegna nessun compratore avrebbe avuto il denaro per saldare tutti i conti ma, gli stessi compratori non intendevano richiederne la consegna: compravano i bulbi solo per rivenderli e lucrare sul prezzo.
 
Si finì così per commerciare " tulipani di carta", vale a dire solo gli atti di acquisto, secondo il ben noto e rischioso gioco di Borsa. Le frodi, poi, erano all'ordine del giorno in quanto non si poteva certo stabilire dall'aspetto del bulbo se il tulipano sarebbe stato quello della qualità e specie dichiarati dal venditore.
I tulipani erano scambiati nelle borse valori di numerose città olandesi. Questo incoraggiò tutti i membri della società al commercio di tulipani, molte persone vendevano e compravano immobili o altri possedimenti per poter speculare sul mercato dei tulipani. Alcuni speculatori fecero grandissimi profitti.
 
A settembre del 1636 i prezzi iniziarono a salire vertiginosamente.
L' andamento rialzista proseguì nei mesi di novembre, dicembre e gennaio raggiungendo valori esorbitanti. 
Il crollo arrivò nel febbraio del 1637. A quel punto i commercianti di tulipani cominciarono a vendere, non tanto per una previsione di tipo ribassista sul futuro andamento del prezzo di mercato, quanto per l'esigenza, finalmente, di monetizzare il loro investimento.
D'altronde, i prezzi dei tulipani avevano raggiunto livelli tali da scoraggiare la maggior parte (se non tutti) gli investitori dall'entrare sul mercato. 
Si incominciò a pensare che la domanda di tulipani non avrebbe potuto più mantenersi a quei livelli, e questa opinione si diffuse man mano che aumentava il panico e quindi le vendite. Nel breve volgere di sei settimane i prezzi crollarono del 90%.
 
Dopo la grande crisi del 29, quanto ad importanza, viene la crisi dei tulipani.
La crisi dei tulipani avviene all'intersezione e al sovrapporsi di due tragici eventi: la guerra e l'arrivo della peste
 
Simili bolle dei tulipani ci furono anche in altri paesi d'Europa, ma mai di una dimensione pari a quella olandese. In Inghilterra nel 1800, il prezzo di un singolo bulbo di tulipano era di quindici ghinee. Somma che bastava ad assicurare ad un lavoratore e alla sua famiglia cibo, vestiti e alloggio per sei mesi.
 
Tale bolla è anche citata nel film del 2010 Wall Street: il denaro non dorme mai di Oliver Stone.
 
 
Bolla del mare del su 1720
Il termine bolla probabilmente nacque nel 1700, dopo che la South Sea Company ammise che i prezzi delle proprie azioni erano gonfiati.
 
La South Sea Company era una società britannica per azioni che concesse diritti esclusivi di commercio con il Sud America nel 1720, in cambio di un finanziamento del debito di guerra per il governo britannico.
Questo fu un periodo di lusso, con molti ricchi speculatori che continuavano a investire in questa società.
 
Per un pò di lana si poteva ricevere dell'oro, per esempio.
 
Le azioni della società raggiunsero 10 volte il loro valore. Quando la bolla scoppio, la maggior parte dell'elite si rovinò.
 
 
Bolla del Mississippi
Risale al 1716 quando John Law diventò presidente della Banque Privèe Generale e poi anche della Compagnia del Mississippi, e ottenne così il monopolio dell commercio coloniale della Francia e la riscossione delle imposte francesi e della stampa di denaro.
 
Le quotazioni passarono da 500 a 18000 livres per azione. Ci fù la necessità di creare delle note di credito bancarie(la moneta non bastava) che la Compagnia del Mississippi stampò. 
Molti investitori furono pagati con queste note. 
La bolla scoppiò quando si scoprì che il numero di note emesse superava di gran lunga il numero di monete "metalliche" che la società possedeva.
 
 
Bolla del rodio
Questa è del 2008.
Che vide i prezzi passare da 500$ nel 2006 a 9.500$ a oncia. Prima di cadere nel 2009 a 1000$ a oncia.
Non si sa ancora come si sia scatenata, ma è probabile che si sia creato un mercato rialzista(= Un mercato contraddistinto da un prolungato periodo di prezzi in rialzo) in metalli rari.
 
 
Bolla del nichel
Siamo nel 1960. Il nichel era uno dei minerali più richiesti grazie al suo impiego in armi per la guerra del Vietnam.
A quel tempo c'era la compagnia Poseidon NL che scoprì un sito dove poter estrarre nichel. Il prezzo delle azioni della compagnia salirono moltissimo ancor prima dell'estrazione effettiva del nichel.
 
Ci furono poi dei problemi con i media che portarono a far scendere il prezzo delle azioni.
 
Quando poi si inizio ad estrarre, i prezzi del nichel erano così bassi che i profitti si rivelarono insufficienti e la società fallì.
 
 
Bolla del .com
Dot com indica le aziende che sviluppano la maggior parte del proprio business tramite un sito web. la maggior parte di esse usavano il top-domain: .com.
 
Ci fu un surplus di fondi generati dalle "venture capital", le venture capital sono come delle "angel", ossia società che investono in perdità dei soldi su progetti, che per loro si potrebbe trasformare in profitti (esempio il progetto Motore di Ricerca di Google), iniziati/ideati da altre società, aziende o privati.
 
Molte Web Agency, una volta lanciate dalle VC, si lanciarono così sul mercato fornendo sul web dei servizi improntati all'erogazione di servizi alle imprese (creazione siti web, software). Ma ben presto si trovarono di fronte alla dura realtà della mancanza di molte idee innovative.
 
Le Dot-Com furono così protagoniste in negativo della bolla speculativa della New Economy agli inizi del 2000 . Numerose web agency fallirono e generarono una vera e propria recessione della New Economy .
Average (1 Vote)
The average rating is 5.0 stars out of 5.